Dal 2 al 4 ottobre abbiamo vissuto inTouch Now, il nostro evento dedicato al presente e al futuro del messaging. Tre giornate intense, pensate per confrontarci con partner, esperti e operatori del settore, condividere strategie e tecnologie, e celebrare insieme i nostri 25 anni di attività.
Abbiamo scelto Verona come cornice, perché è la città dove siamo nati e cresciuti, e abbiamo costruito un programma che unisse contenuti, relazioni e momenti da ricordare.
Partner Update | Giovedì, 2 ottobre
Abbiamo aperto inTouch Now con una giornata dedicata ai nostri partner. È stato un momento pensato non solo per condividere aggiornamenti strategici e tecnologici, ma soprattutto per rafforzare il dialogo con il nostro ecosistema, valorizzando le diverse tipologie di collaborazione che ci permettono di crescere insieme.
Dopo una panoramica sui numeri che ci raccontano – oltre 15.000 clienti globali, 3 miliardi di SMS inviati ogni anno, 45 milioni di messaggi RCS nel solo 2025 – abbiamo presentato l’evoluzione della nostra piattaforma inTouch, sempre più orientata alla multicanalità, all’automazione e all’integrazione con sistemi esterni. Le novità introdotte includono un redesign dell’interfaccia, nuovi flussi di iscrizione, pop-up e form, automazioni intelligenti, e una roadmap che guarda all’AI, al retargeting avanzato e all’integrazione con WhatsApp, Viber e Wallet.
Abbiamo dedicato particolare attenzione all’RCS, illustrando come stiamo rendendo questo canale sempre più completo e accessibile: dall’onboarding alla verifica del mittente, dalle interazioni conversazionali al branding, fino alla gestione autonoma da parte dei clienti. È emerso chiaramente come l’RCS stia evolvendo da semplice alternativa all’SMS a strumento completo per la comunicazione digitale, capace di generare fiducia, engagement e valore.
Un passaggio importante è stato dedicato al nostro Partner Program. Abbiamo parlato di rivenditori white-label, agenzie, influencer, partner strategici e consulenti operativi, ognuno con un ruolo specifico, un modello di collaborazione su misura e un percorso di crescita condiviso. Il nostro obiettivo non è solo distribuire tecnologia, ma costruire relazioni solide e scalabili, basate su formazione, supporto e visione comune.
Infine, abbiamo affrontato il tema della normativa Alias, con un approfondimento sulla delibera 12/23/CIR e sulle sue evoluzioni. Abbiamo ribadito il nostro impegno non solo nel rispetto degli standard, ma nell’anticipare le esigenze di sicurezza e trasparenza, con tecnologie avanzate contro le frodi, sistemi AI per l’identificazione di contenuti sospetti e una collaborazione attiva con operatori e autorità.
Abbiamo chiuso la giornata con una convinzione che ci guida da sempre: la multicanalità non si improvvisa. Si costruisce con competenza, visione e responsabilità. E siamo pronti a farlo, insieme ai nostri partner.
RCS Workshop | Venerdì, 3 ottobre
Il pomeriggio di venerdì 3 ottobre è stato interamente dedicato al mondo dell’RCS (Rich Communication Services). Un workshop pensato per fare il punto sull’evoluzione di questa tecnologia in Europa e in Italia, con interventi, dati e confronti diretti tra operatori, aziende e partner del settore.
L’obiettivo era chiaro: capire come far crescere l’RCS e renderlo un canale di comunicazione alla portata di tutti.
Il quadro globale e la posizione dell’Italia
Il primo intervento è stato quello di Daniele Poerio, CEO di Rdcom, che ha aperto i lavori sottolineando come l’RCS stia cambiando il modo in cui le aziende comunicano con le persone. Subito dopo, Scott Warner di MobileSquared ha portato una fotografia dei mercati più avanzati: solo in Germania, nel 2024, sono stati inviati più di 20 milioni di messaggi RCS, mentre in Regno Unito e negli Stati Uniti i tassi di apertura superano il 90%.
L’Italia però è ancora indietro. Warner ha spiegato che la mancanza di una strategia comune tra operatori, le incertezze normative e la poca pressione da parte dei brand stanno rallentando l’adozione. Allo stesso tempo, ha ricordato che proprio questa fase “di costruzione” può essere un vantaggio: permette di imparare dagli altri Paesi e di creare un modello tutto italiano, basato su creatività e innovazione.
RCS oltre i confini
A portare un punto di vista internazionale è stato Ricardo Martins di iBasis. Il suo intervento ha toccato le principali difficoltà che ancora frenano la diffusione globale dell’RCS: la frammentazione tra operatori, i limiti di interconnessione e la mancanza di standard condivisi. Martins ha però mostrato come l’azienda stia affrontando questi ostacoli con soluzioni scalabili e servizi gestiti, pensati per rendere più semplice e sicura l’adozione da parte di imprese e operatori.
Il caso Germania: collaborazione e risultati
Bernd Heinen, Head of RCS di Telefónica Germany, ha raccontato l’esperienza tedesca, diventata un modello in Europa. In Germania, la collaborazione tra Deutsche Telekom, Vodafone, Telefónica e 1&1 ha portato a oltre 62 milioni di utenti attivi, pari al 90% degli smartphone. Heinen ha definito l’RCS “il canale più sconosciuto con il maggior numero di utenti” e ha insistito su un concetto semplice: la chiave del successo è la semplicità. “Semplicità significa fiducia”, ha detto, invitando gli operatori italiani a fare squadra e ad ascoltare il mercato prima di tutto.
Panel 1 | Scaling RCS in Europe
Il primo panel, moderato da Daniele Poerio, ha visto sul palco Fabio Bussa (TIM Enterprise), Dario Betti (Mobile Ecosystem Forum) e Bernd Heinen, collegato in video. TIM ha raccontato la propria esperienza, sottolineando che l’RCS non deve sostituire l’SMS, ma completarlo. “Mia madre, 82 anni, si fida più di un messaggio RCS che di un SMS con un link”, ha detto il rappresentante TIM, spiegando come la percezione di sicurezza e affidabilità sia un fattore chiave.
Dario Betti ha allargato lo sguardo all’Europa, ricordando quanto sia importante creare regole comuni per favorire interoperabilità e crescita. Si è parlato anche di monetizzazione, modelli di business sostenibili e del bisogno di una visione condivisa.
Nel suo contributo, Heinen ha ribadito che la Germania ha raggiunto questi risultati solo grazie alla collaborazione tra operatori. “Serve coordinamento, non competizione”, ha avvertito, aggiungendo che oggi sono ancora gli operatori a dover convincere i brand a credere nell’RCS, e non il contrario.
Panel 2 | Dalle metriche alla fiducia
Il secondo panel ha spostato il focus su un tema pratico: come rendere l’RCS un canale affidabile e misurabile per le aziende. A discuterne sono stati Ricardo Martins (iBasis), Romina Kaboorani (G729), Dario Betti (MEF) e Andreas Constantinides (MT160).
Il messaggio principale? Perché l’RCS diventi uno strumento realmente utile al business, serve costruire fiducia. Quella tecnica, con infrastrutture solide; quella economica, con modelli di prezzo chiari; e quella strategica, grazie a dati e KPI concreti. Si è parlato di CTR, conversioni, tempi di risposta e customer care, ma anche del modo in cui raccontare il canale ai marketer: con numeri sì, ma anche con visione e casi d’uso chiari.
Conclusioni: il coraggio di fare rete
L’RCS è ormai una realtà in movimento. Il workshop ha mostrato che in Italia c’è grande interesse e voglia di costruire, anche se la strada è ancora lunga. In sala si è percepita una parola chiave che ha attraversato tutti gli interventi: coraggio.
Il coraggio di cambiare approccio, di collaborare, di investire in qualcosa di nuovo.
Villa Wallner | Venerdì, 3 ottobre
Dopo una giornata di contenuti e confronto, ci siamo ritrovati nella cornice elegante di Villa Wallner per festeggiare i nostri 25 anni. È stata una serata speciale, fatta di brindisi, musica, sorrisi e nuove connessioni.
È stato il momento perfetto per rilassarci, celebrare i traguardi raggiunti e vivere l’energia dell’evento in un’atmosfera autentica e condivisa.
Verona Tour | Sabato, 4 ottobre
Abbiamo chiuso inTouch Now con una giornata informale, dedicata alla scoperta della nostra città. Un tour guidato a piedi tra i luoghi simbolo di Verona, seguito da un pranzo in un’osteria tipica, per assaporare la tradizione gastronomica locale in un ambiente conviviale e genuino.
È stato il modo migliore per salutarsi, con leggerezza e bellezza, dopo tre giorni di contenuti, relazioni e visioni condivise.