RCS: dove siamo e dove stiamo andando

Il modo in cui comunichiamo sta cambiando.

Oggi con gli RCS abbiamo a disposizione un messaggio che può parlare, mostrare, guidare e persino vendere!

Da semplice evoluzione dell’SMS, l’RCS è diventato il punto di incontro tra messaggistica, marketing e interazione.

Ma cosa lo rende così diverso? E quanto è già maturo il mercato?

Tra esempi concreti e casi internazionali, vediamo dove siamo e dove stiamo andando — e perché rdcom ha scelto di esserci già.

RCS: cos’è la “rich” communication

Mai come in quest’ultimo periodo, si parla sempre di più di RCS.

Acronimo di Rich Communication Service, gli RCS rappresentano un’evoluzione naturale (e inevitabile) degli SMS.

E per capire il perché, basta pensare proprio alla loro definizione. Gli RCS, infatti, rappresentano un tipo di canale “ricco”: immagini, pulsanti, link, loghi verificati e metriche di lettura arricchiscono il messaggio tradizionale, creando così un modo tutto diverso, più dinamico e coinvolgente, di interagire.

Se l’SMS è la soluzione più immediata e veloce per una comunicazione breve ma urgente (pensiamo a reminder appuntamenti, verifiche in due passaggi, promo flash ecc.), l’RCS diventa un vero e proprio strumento di marketing, per comunicazioni sì, immediate, ma interattive e altamente personalizzate.

Qualche esempio concreto?

Grazie a questo strumento, le aziende possono inviare campagne promozionali con immagini ad hoc, oppure gallerie di prodotto che consentano ai clienti di sfogliare e acquistare articoli grazie a pulsanti d’azione come “Acquista ora” (tutto direttamente dall’app di messaggistica).

Nel settore viaggi ed eventi, RCS permette di inviare conferme di prenotazione personalizzate, con elementi integrati come biglietti, mappe, QR code, link e reminder automatici.

Per l’e-commerce e la logistica, è possibile fornire aggiornamenti di consegna in tempo reale, con link per modificare informazioni e pulsanti di risposta rapida per richiedere assistenza o fornire feedback.

Anche il customer care diventa più semplice: grazie alle chat conversazionali, l’utente può interagire senza uscire dal messaggio, richiedendo assistenza o completando operazioni in pochi click.

In altre parole, se l’SMS era bianco e nero, l’RCS porta colore.

Ora è facile capire perché gli RCS stanno già diventando un punto di riferimento nel mondo della comunicazione mobile.

Come si sta muovendo il mercato?

Proprio in questi ultimi mesi abbiamo assistito a due tendenze che confermano come l’RCS abbia superato a pieni voti la fase di “prova” per diventare un vero e proprio strumento strategico nella comunicazione aziendale.

Partnership tra Vodafone Spain e Twilio

Nell’ottobre di quest’anno, Vodafone Spain, uno tra i più importanti operatori di telecomunicazioni in Spagna, e Twilio, compagnia software che si occupa di sistemi integrati di messaging, hanno siglato un importante accordo per offrire alle imprese del Paese messagistica RCS sicura, interattiva e branded. Non si tratta solo di una collaborazione tecnologica, ma anche di una partnership strategica: da un lato, Vodafone offre l’infrastruttura operator-centrica, dall’altro, Twilio mette a disposizione la piattaforma CPaaS.

Così facendo, le aziende spagnole possono sfruttare una serie di funzionalità nuove, ricche e relazionali… funzionalità che l’SMS non supporta così efficacemente.

Questo è un segnale molto forte: in un mondo in cui la personalizzazione e la fiducia sono essenziali per le relazioni tra i marchi e i consumatori, RCS offre un’esperienza che va oltre le capacità degli SMS tradizionali. Ecco spiegato perché l’l’81% dei consumatori preferisce la messaggistica RCS agli SMS, e il 71% delle aziende prevede di adottarla nell’anno a venire (Fonte: Businesswire).

Ed ecco quindi il perché di questa nuova collaborazione.

Telefónica: RCS e IA

Allo stesso modo, lo storico gruppo spagnolo Telefónica ha unito potenzialità di RCS e IA per offrire alle aziende un nuovo servizio, capace di automatizzare e personalizzare le interazioni con i clienti.

L’implementazione include diverse funzionalità degne di nota, come capacità di automazione, processi di profilazione e verifica dei clienti, e meccanismi di protezione dei dati, tutti elementi fondamentali nell’attuale panorama della comunicazione digitale.

Questi sono solo alcuni degli esempi che dimostrano come l’ecosistema RCS non è solo pronto, ma è operativo, è realtà.

E a confermarlo, arriva anche Apple: con l’apertura di iOS 18 alla messaggistica RCS, il canale entra finalmente nel mondo iPhone, superando una delle ultime barriere all’espansione mondiale.

E il mercato italiano?

In Italia, la strada è ancora lunga. Ma rdcom si è già mossa con decisione, investendo in soluzioni RCS per non restare indietro. Anzi, per essere un passo avanti.

Nella prima parte del 2025, rdcom ha gestito oltre 45 milioni di invii su campagne RCS, un volume che mostra quanto l’interesse dei brand per il nuovo canale sia ormai concreto.

Di questi, circa il 29% è stato effettivamente consegnato come RCS, mentre il 71% ha sfruttato il fallback SMS. Il fallback SMS, previsto dallo standard GSMA, assicura che ogni messaggio arrivi comunque a destinazione; in altre parole, si tratta di un meccanismo automatico che garantisce continuità anche a chi non ha ancora la tecnologia abilitata sul proprio dispositivo.

Quindi: ogni messaggio è arrivato a destinazione, ma quando il “terminale” lo permetteva, è diventato un’esperienza interattiva e ricca, con tassi di lettura superiori al 74% e interazioni attive dell’8%.

Conclusione

L’RCS non è più un esperimento.

È la nuova grammatica della comunicazione mobile: diretta come un SMS, ma capace di coinvolgere come una conversazione.

Oggi i numeri parlano chiaro: oltre 45 milioni di invii gestiti da rdcom nella prima parte del 2025, con tassi di lettura superiori al 74% e un’adozione sempre più concreta.

Il futuro della messaggistica non deve più essere immaginato.

È già qui. E parla RCS.

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