Se sei arrivato a leggere questo post concorderai nel dire che il mondo del lavoro oggi ha raggiunto livelli di concorrenza decisamente alti e, in parallelo, è cresciuta la specializzazione dei candidati. E ti sarai probabilmente già chiesto cos’è quindi che fa la differenza.

Nel procedere con la propria selezione le aziende pongono sempre più attenzione alle cosiddette soft skills, dal momento che allargando il criterio al mercato, saranno le stesse caratteristiche, insieme alle competenze tecniche e alla professionalità, a rendere un’azienda davvero competitiva.

Nel volume Soft Skills che generano valore: Le competenze trasversali per l’industria 4.0 di Marina Pezzoli leggiamo:“Parlare oggi di soft skills è diretta conseguenza delle rapide evoluzioni che i mercati stanno chiedendo alle organizzazioni, e di conseguenza alle persone, nel cambiare il modo di lavorare, nel modo di gestire le relazioni e nel dare più spazio alle abilità cognitive: non è solamente una questione di competenze tecniche, ma sempre di più una questione di sviluppo di competenze trasversali.

Con il termine soft skills ci si riferisce quindi alle competenze trasversali, ovvero a tutte quelle inclinazioni che vanno al di là delle competenze specialistiche (hard skills) e riguardano la persona nel suo complesso: si tratta della conoscenza di sé, dei propri pregi così come la consapevolezza dei propri limiti; l’atteggiamento sul lavoro, la capacità di relazione e attitudine al lavoro in team ma anche abilità comunicative e gestione del tempo.

Rappresentano per lo più capacità innate e per questo sono più difficili da quantificare ma possono comunque essere valutate e potenziate attraverso l’esperienza o sviluppate partecipando a corsi di formazione e praticando dei piccoli esercizi quotidiani.

Si tratta di un tema estremamente attuale; la nuova cultura aziendale infatti prevede un forte investimento sulle cosiddette soft skills, che si rivelano molto utili dal punto di vista qualitativo.

Per rendere evidente il concetto riportiamo un dato che ci arriva dallo Standford Research Institute International: sembra che ben il 75% del successo di un lavoro a lungo termine dipenda dalla padronanza di queste competenze trasversali mentre solo il 25% sia determinato da competenze tecniche. L’informazione ci mostra subito quanto effettivamente le soft skills siano importanti in ambito business. Avere delle competenze trasversali nel curriculum non è più opzionale: sono infatti quelle competenze che permettono a professionisti di diversi settori di fare un salto in avanti nella propria carriera.

2020: le soft skills più richieste

Il World Economic Forum ne indica 10:

1. Capacità di problem solving in situazioni complesse
2. Spirito critico
3. Creatività
4. Gestione delle persone/di un team
5. Capacità di lavorare in gruppo
6. Intelligenza emotiva, da intendere come capacità empatica di mettersi nei panni altrui
7. Capacità di giudizio e decision making
8. Collaborazione
9. Negoziazione
10. Flessibilità cognitiva

Con soft skills ci riferiamo quindi ad attitudini personali, a caratteristiche del nostro carattere, a quelle capacità necessarie per avere successo nel mondo del lavoro ma non solo, anche nella vita di tutti i giorni.

Mentre le hard skills sono le competenze tecniche, acquisibili e trasmissibili, le “abilità soft” sono abilità che ti permettono di interpretare le situazioni, capire gli altri e adattarti ai diversi contesti.

Esse possono essere ulteriormente suddivise in:

-interne, se riguardano il modo in cui percepisci te stesso;

-esterne, se invece riguardano il modo in cui gestisci le relazioni con gli altri.

Tra le prime citiamo quindi la fiducia in se stessi, l’autocritica e l’attitudine al miglioramento costante, la perseveranza e il problem solving; tra le seconde troviamo ad esempio le abilità comunicative, la capacità di lavorare in gruppo e la gestione dei conflitti.

Conoscere sè stessi, provare empatia, saper ascoltare, così come saper instaurare una buona comunicazione è quindi estremamente importante. Il mercato del lavoro poi premierà chi possiede capacità di persuasione, intelligenza emotiva e la capacità di insegnare, di trasmettere competenze ai compagni. Saranno poi considerate la creatività, la sensibilità e le capacità di ragionamento logico.

Le Soft Skills nell’industria digitale

La trasformazione digitale ha aperto nuovi scenari per le aziende e nuove prospettive alle persone. Le imprese hanno cambiato il modo di percepire il proprio futuro e l’innovazione tecnologica ha fatto emergere l’esigenza di acquisire nuove competenze, tecniche ma non solo; l’importanza delle soft skills risulta evidente, prima fra tutte la capacità di adattamento e aggiornamento.

Anche le imprese italiane dimostrano di porre una certa attenzione sia alle competenze digitali specifiche sia a quelle trasversali, a tutti i livelli della gerarchia aziendale interna. Si tratta quindi di competenze che non toccano solo i ruoli manageriali ma tutte le figure all’interno di una squadra.

Diverse ricerche evidenziano come capacità esplorative e di orientamento in contesti poco noti siano oggi apprezzate dalle imprese nel loro percorso di digitalizzazione. Così come la capacità di interpretare nuovi mercati e l’evoluzione dei bisogni del cliente.

Non possiamo che citare nuovamente il volume della Pezzoli e concludere dicendo che oggi “Siamo nel pieno dell’intersezione tra cultura, nuove tecnologie, management e persone: avere una visione integrata delle quattro leve costituisce non soltanto la chiave del successo delle imprese ma anche un fattore che determina la qualità della vita delle persone al lavoro e nella sfera privata.”.

Soft Skills come punti di forza. Hai già individuato i tuoi?