Il successo non è semplice risultato o condizione statica. E’ un processo dinamico.” diceva Dale Carnegie, famoso scrittore e creatore di numerosi corsi per l’auto-miglioramento e la formazione aziendale.

Secondo Carnegie, chiunque può ambire ad una vita di soddisfazioni, nella vita privata così come sul lavoro; il segreto sta nel visualizzare una strada da seguire e farlo con entusiasmo, perseveranza e buon senso.

Tutte le persone di successo iniziano con lo stabilire degli obiettivi. E’ fondamentale quindi chiedersi: dove sto andando? e come posso arrivarci?

Se sappiamo dove andare e siamo in grado di pianificare il viaggio verso la meta avremo le carte in regola per poter concentrarci su altri aspetti del nostro percorso, tra cui le tempistiche, le energie richieste e i mezzi di cui abbiamo bisogno. Potremo tentare di prevedere eventuali imprevisti e prepararci ad affrontarli. Il concetto vale non solo per obiettivi a lungo termine ma anche per obiettivi fissati ad una distanza media, piccoli traguardi che, uno dopo l’altro, aiutano a prendere consapevolezza di sé e delle proprie risorse.

Anzi quando si tratta di grandi obiettivi, per fa sì che appaiano effettivamente realizzabili, può essere utile proprio la loro suddivisione in sotto-obiettivi raggiungibili. La chiarezza nel definirli e la determinazione con cui vi ci poniamo di fronte sono due elementi immancabili che stanno alla base del tragitto e che ne rappresentano una prima importante fase.

Definizione e condivisione

Come primo step dobbiamo quindi visualizzare il traguardo. L’esito desiderato dovrà essere chiaro e concordato da tutti i membri del nostro team. Riesci a vederlo?

Successivamente vanno analizzate le circostanze, la situazione che ci sta attorno. Hai mai provato a descriverla a voce alta? Quali sono i player in campo? Di che natura sono gli ostacoli?

A questo punto, una volta messe in ordine queste informazioni, fissare la meta ti riuscirà spontaneo. Per stabilirla però ricordati anche che l’obiettivo dev’essere stimolante, flessibile e misurabile; dev’essere perseguito attivamente e condiviso con altre persone che ti sostengono.

Dopo averlo individuato, sarai già a metà dell’opera e potrai passare al piano d’azione.

Pianificare le azioni

Per avere sotto mano una previsione sensata e precisa è necessario definire alcuni punti:

-chi svolgerà cosa
-serve assumere altro personale o magari un corso d’aggiornamento?
-se sì, quali competenze devono essere acquisite?
-i metodi finora utilizzati vanno bene per raggiungere il nuovo obiettivo? O qualcosa va cambiato?
-chi coordinerà l’intero gruppo di lavoro?

Oltre a questi quesiti sarà determinante fare un’analisi dei costi, che includono personale, attrezzature, materiale ecc. Dovrà essere fissato un budget generale così come individuate le spese per ogni singola attività.

Dovranno necessariamente essere fissate delle scadenze, orari e ritmi di lavoro. Utilissimo è mettere la calendarizzazione per iscritto così che tutti ne siano al corrente.

Altrettanto importante sarà:

– assicurarsi che tutti abbiano compreso il proprio ruolo nel processo che porterà al raggiungimento dello scopo;
– tenere una sorta di diario di viaggio dove tenere traccia dei progressi e pianificare controlli periodici; quest’ultimi si rivelano strategici al fine di individuare eventuali scostamenti di rotta e ritornare in carreggiata o trovare soluzioni a possibili incidenti di percorso.

Un piano d’azione scritto, ben definito e costantemente monitorato è fondamentale per procedere con ordine e avere chance di riuscita.

Connettersi con il gruppo

Anche quando i compiti sono ben definiti ed ogni membro del team organizza i propri task in maniera autonoma non va mai dimenticato di essere parte di una squadra; una squadra che mira ad uno stesso obiettivo. Ogni singola attività contribuisce a far funzionare il meccanismo e per questo non dobbiamo mai perdere di vista i compagni.

Conoscere gli obiettivi aziendali e quelli di reparto è importante quanto l’atteggiamento positivo e la capacità di ascolto. Gestire il proprio tempo in maniera efficace è determinante quanto l’essere flessibili ed accogliere i suggerimenti altrui. Tutti questi aspetti rientrano in quelle cosiddette soft skills che migliorano la qualità del lavoro.

Essere aperti al dialogo e al confronto con i propri collaboratori non può che giovare; comunicare con il resto del gruppo e il saper mettersi nei panni altrui quando serve velocizzerà il processo e aiuterà i singoli.

Se sei un leader, tra i tuoi compiti più impegnativi ci sarà sicuramente quello di trasformare i tuoi compagni in una squadra dinamica ed efficiente. Valorizzare i loro talenti e aiutarli a perfezionarsi sarà cruciale così come tenerli concentrati sul percorso e i metodi di lavoro.

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare” diceva già Seneca ai suoi tempi. Fissare degli incontri cadenzati per capire come si sta procedendo, a che punto si è arrivati con le singole attività e ricordare quale sarà la meta finale sarà sicuramente di grande aiuto.

Se poi ti sembra che un incontro non abbia portato benefici potresti ad esempio chiedere a te stesso e al gruppo: qual’era lo scopo della nostra ultima riunione? Quali sono stati i risultati? Confrontare i diversi interventi fornirà sicuramente delle risposte e ti porterà a capire dove migliorare.

Formare una squadra motivata, con una chiara visione degli obiettivi e che suoni all’unisono non è semplice, ma resta sempre una bella sfida, un gioco a cui vale la pena partecipare!