Chi più chi meno abbiamo tutti sentito parlare di Millennials. Con questa espressione ci si riferisce ai nati tra il 1981 e il 1996, la generazione successiva alla cosiddetta Generation X, e per questo identificata anche come Generation Y, ma meno comunemente. Oltre a queste denominazioni circola anche l’appellativo “Nativi Digitali”, in quanto giovani nati in un momento storico segnato dall’arrivo del digital, o “Echo boomers”, perché figli dei Baby Boomers (nati fra il 1946 e il 1964).

Millennials resta tuttavia il nome più utilizzato e va a sottolineare le idee e i valori di questa generazione che ha trovato la sua maturità nel nuovo millennio.

Per avere un quadro completo e definire i limiti cronologici posti tra generazioni possiamo appellarci alle indicazioni del Pew Research Center, Istituto di ricerca che studia i Millennials da più di 10 anni:

The Silent Generation: i nati tra 1928 e 1945
Baby Boomers: nati fra 1946 e 1964
Generation X: compresi fra 1965 e 1980
Millennials: tutti i nati tra il 1981 e il 1996
Post-Millennials o Generazione Z: i nati dal 1997 ad oggi
I Millennials sono quindi coloro che nel 2020 hanno tra i 39 e i 24 anni. Nel mondo sono circa 1,8 miliardi e in Italia ne si contano 13 milioni, divisi parimenti tra uomini e donne.

I tratti distintivi dei Millennials

Questa generazione, come abbiamo detto, è cresciuta con Internet. Uno dei suoi tratti distintivi è quindi una creatività di natura diversa, strettamente legata alla tecnologia. Il fatto di essere cresciuti in una realtà sempre connessa, se non addirittura iper connessa, li rende poi inclini al multitasking – approccio discusso, soprattutto di recente.

I millennials si connettono soprattutto da mobile ma usano anche tablet e pc. In particolare si affidano ad Internet per le più diverse esigenze, per lavoro, per studio o per altre attività quotidiane. E’ chiaro quindi che l’uso di dispositivi mobili contraddistingue questa generazione.

Per quanto però siano costantemente bombardati di informazioni e stimoli d’acquisto, i Millennials mostrano una certa tendenza a rimanere fedeli ad un brand con cui desiderano un dialogo autentico e da cui cercano coinvolgimento. Sono i primi a valutare la cosiddetta customer experience.

Le aziende sono quindi chiamate a costruire un rapporto onesto con i loro interlocutori, comprendere le loro aspettative per poi coinvolgerli.

Le differenze tra Millennials e Generazione Z

Tali differenziazioni si basano sul fatto che questi segmenti della popolazione hanno assistito o meno ad alcuni degli eventi più importanti della storia. Non si può parlare quindi di divisioni nette ma di identificare gruppi diversi tra loro non solo dal punto di vista anagrafico ma anche per aver vissuto condizioni sociali ed economiche differenti.

La distinzione tra Millennials e la generazione successiva è stata definita più precisamente nel 2018. Questa nuova generazione prende il nome di Generazione Z e, come possiamo immaginare essendo una realtà contemporanea, le informazioni su di essa sono decisamente inferiori.

I ragazzi della Generazione Z sono stati abituati fin da subito a standard tecnologici avanzati sia per quanto riguarda gli smartphone che i Pc. Per loro Internet c’è da sempre; questi giovani non conoscono limiti di connessione e ciò li rende i più pronti alle sfide del web.

Anche la Gen Z, come i Millennials, cerca un dialogo vero con il brand, contenuti rilevanti e coinvolgimento. E qui entrano in gioco i cosiddetti corporate stoytelling e digital storytelling: questi ragazzi, proprio perché costantemente connessi, cercano storie e voci autentiche.

Dopo i Millennials sarà la Generazione Z la vera protagonista del mercato e per catturare questa fascia di interlocutori c’è bisogno di una maggiore attenzione al cliente e al suo customer journey.

Quali strategie comunicative adottare?

Se i Millennials tendevano a fidelizzarsi ad un unico brand, con i Post-Millennials si compie un passo successivo: quel brand non solo deve mostrarsi attento ai loro interessi ma dev’essere social media-friendly, ovvero dev’essere presente qualitativamente anche sulle pagine social, perché è qui che i la Gen Z comunica il più delle volte.

Una comunicazione di successo dev’essere semplice e autentica, breve ma significativa. Cruciale diviene attirare la loro curiosità, e qui il linguaggio visual costituirà una carta vincente.

Gli amanti del buon SMS, che nonostante il boom digitale registra ancora il 98% di open rate, non potranno che affidarsi alle Landing Page, pagine interattive utili ad ampliare i contenuti grazie anche ad elementi multimediali.