Hard e soft Bouncing

L’Email Marketing è uno dei canali più utilizzati dalle aziende per creare e mantenere relazioni durature e profittevoli con i propri clienti, nonché uno strumento particolarmente economico rispetto ad altre forme di marketing.

Inviare comunicazioni tramite email risulta vantaggioso anche perché è possibile verificare immediatamente i risultati delle campagne tramite report e statistiche che permettono di avere risposte in tempo reale sul coinvolgimento degli utenti.

Come già accennato più volte, per ottenere le migliori performance dalle tue campagne di email marketing è fondamentale avere a  disposizione delle liste contatti reali, pulite e aggiornate, con indirizzi email attivi ed effettivamente corrispondenti a clienti interessati alle comunicazioni inviate.

Dunque, è essenziale che ogni contatto presente nel database abbia dato il consenso a ricevere le tue comunicazioni, accettando il trattamento dei propri dati personali secondo quanto stabilito dalla normativa vigente sulla Privacy.

Nel caso in cui uno o più destinatari non ricevano correttamente le tue email, il sistema le farà “rimbalzare” al mittente, in questo caso si parla di Soft o Hard bounce.

Differenza tra Hard e Soft Bounce

La parola “bounce” significa letteralmente “rimbalzo”, quando questo è provocato da un fattore temporaneo si parla di Soft Bounce. Le cause possono essere molteplici, per esempio:

  • la casella di posta del destinatario è piena
  • l’indirizzo di posta del destinatario è inattivo o in stand-by
  • il server è offline
  • il server ha ricevuto troppe email in un arco di tempo ristretto
  • l’email è troppo pesante
  • l’email non soddisfa i requisiti del server (del destinatario)
  • il contenuto della email è stato classificato come spam

Quando si verifica un primo rimbalzo, solitamente viene effettuato almeno un secondo tentativo di consegna allo stesso indirizzo email. Se anche questo non andrà a buon fine, verrà prodotto un Hard Bounce. In questo caso, il rimbalzo della email è provocato da fattori definitivi e assoluti come la cancellazione o il blocco dell’account.

È piuttosto normale che all’interno del proprio database si abbia una piccola percentuale di Hard e Soft Bounce, ma se il Bounce Rate inizia ad aumentare l’efficacia delle tue comunicazioni comincerà a diminuire drasticamente.

Tali problematiche insorgono più frequentemente quando le liste clienti vengono acquistate da realtà poco affidabili che tendono a creare database molto numerosi, senza però accertarsi che gli indirizzi email siano validi oppure aggiornati.

Come conoscere il Bounce Rate nelle proprie campagne email?

Cause Hard Bounce

Il Bounce Rate relativo alle proprie campagne di email marketing è un’informazione di solito fornita da specifiche piattaforme che, oltre a permettere la creazione e l’invio di newsletter, offrono anche una panoramica dei risultati.

La Piattaforma Multicanale rdcom, ad esempio, offre la possibilità a tutti gli utenti di verificare l’andamento delle proprie campagne email attraverso un’ampia sezione di reportistica in cui vengono rappresentate anche le percentuali di Hard e Soft Bounce.

Se un’email subisce due Soft Bounce in un periodo di tempo ravvicinato, la Piattaforma Multicanale rdcom identificherà automaticamente quell’indirizzo come Hard Bounce.

A questo punto l’indirizzo email verrà disabilitato all’invio di ulteriori email perché potrebbe essere falso o appartenere a un dominio di posta elettronica non verificato.

Eliminare gli Hard Bounce non è solamente una forma di tutela verso contatti che potrebbero aver bloccato la ricezione di eventuali tipologie di email, ma anche un vantaggio per le aziende mittenti che in questo modo non corrono il rischio di inviare inutilmente informazioni e comunicazioni, talvolta importanti, ad account inattivi.

Come evitare i Bounce nell’Email Marketing

 

Hard e soft bounce

Sono diversi gli accorgimenti che si possono adottare per contenere il Bounce Rate all’interno delle proprie campagne di email marketing, per esempio:

1. Usare filtri Anti-Spam

Effettuare controlli Anti-Spam sulle proprie email prima di inviarle ai destinatari è un ottimo modo per evitare che queste vengano considerate poco affidabili o non sicure dai client di posta degli utenti.  Gli Anti-Spam checker segnalano tutto ciò che potrebbe causare il blocco delle tue email aumentando, dunque, il Bounce Rate. Questo avviene, per esempio, in presenza di link eccessivamente lunghi, immagini non identificate o nel caso in cui si ricorra a parole come “gratis”, “free” ecc.

2. Moduli Opt-in per il consenso dei dati

Quando una lista contatti è composta solo da soggetti che hanno dato la loro autorizzazione a ricevere le nostre comunicazioni, difficilmente avremo database con alti Bounce Rate.

Come specificato dalla normativa GDPR per il rispetto della Privacy degli utenti, attualmente nessuna comunicazione informativa o commerciale può essere inviata senza che il destinatario abbia esplicitamente accettato di riceverla.  Inoltre, è obbligatorio inserire all’interno di ogni Newsletter l’opzione di disiscrizione o aggiornamento delle preferenze di una determinata lista.

3. Fare invii con scadenze regolari

Inviare campagne di email marketing con una discreta frequenza consente non solo di mantenere attiva la relazione con i propri clienti e tenerne alto il coinvolgimento, ma anche di controllare periodicamente quei contatti che, per motivi di diversa natura, decidono di eliminare il proprio account.

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