Ogni giorno riceviamo SMS da brand, enti e servizi. Ma come possiamo essere certi che dietro quel nome ci sia davvero chi dice di esserci?
L’Alias è lo strumento che dà identità ai messaggi e, allo stesso tempo, la chiave per proteggerci dalle frodi digitali.
In questo articolo scopriamo cos’è, come funziona e perché la sua regolamentazione è diventata centrale nella sicurezza delle comunicazioni.
Che cos’è un Alias
Tutti i giorni inviamo e riceviamo SMS. Evergreen, pratico e immediato, il messaggio SMS ci permette di raggiungere in poco tempo chi vogliamo … e di essere raggiunti con altrettanta facilità.
Pensiamoci un attimo: quanti messaggi ci arrivano da svariate aziende per informazioni, promozioni, e chi più ne ha ne metta?
Ecco, ognuna di loro, probabilmente, sta utilizzando un Alias.
Un Alias è un identificatore alfanumerico che può apparire come mittente di SMS (o MMS), inviati da aziende o enti. Così, invece di ricevere un messaggio da +39 345XXXXXXXX, riceviamo un messaggio da Amazon, Posteinfo, Samsung….
Questo fattore, per quanto apparentemente banale, ci permette di riconoscere immediatamente l’azienda che ci sta contattando, aumentando – da un lato – la riconoscibilità del brand stesso, – dall’altro – la nostra fiducia come utenti.
Eppure, anche in questo contesto, non mancano le truffe. Ormai da molti anni, infatti, truffatori esperti abusano dei mittenti alfanumerici per fingersi vere e proprie aziende ed inviare SMS fraudolenti (mai sentito parlare di phishing? Leggi qui!).
Il nostro Pease è stato tra i primi stati a sensibilizzarsi e intervenire in materia di tutela dei consumatori: è così che, nel 2013, è nata la normativa Alias.

In che cosa consiste la normativa: evoluzione e cambiamenti
Basata su tre pilastri fondamentali – trasparenza, responsabilità, sicurezza – la delibera si pone come obiettivo quello di contrastare gli usi illeciti degli Alias e le frodi ai danni degli utenti finali, garantendo certezza sull’identità del mittente e maggiore sicurezza nelle comunicazioni.
Inutile dire che, nel tempo, la normativa non è rimasta ferma. Si è evoluta, seguendo il modo in cui comunichiamo e, soprattutto, il modo in cui i truffatori cercano di aggirare le regole. Dalla prima fase sperimentale del 2013 fino alle più recenti revisioni del 2023 e alla sentenza del TAR nel 2024, il percorso dell’Alias è stato un continuo equilibrio tra innovazione e tutela.
Da un lato, c’era l’esigenza di rendere semplice e riconoscibile la messaggistica delle aziende; dall’altro, la necessità di impedire che qualcuno potesse sfruttare quella stessa visibilità per ingannare gli utenti.
Ogni aggiornamento della delibera ha quindi cercato di rafforzare il principio cardine: “fidarsi sì, ma con prove”. Registrazioni più precise, controlli sui fornitori, responsabilità condivisa tra chi invia e chi consegna i messaggi. Non solo burocrazia, ma la costruzione di un sistema di fiducia, dove l’identità del mittente diventa un dato certo e verificabile.
Tutto questo per far sì che ogni SMS ricevuto con un nome in chiaro sia davvero ciò che dichiara di essere. Un piccolo dettaglio tecnico che, in realtà, tocca un grande tema di oggi: la credibilità digitale.
Come ti aiutiamo
rdcom lavora costantemente per permettere il rispetto della normativa vigente, non solo per dovere, ma anche per responsabilità verso chi si affida ogni giorno ai nostri sistemi per le loro comunicazioni.
Per questo, mettiamo in campo misure rigide e sicure, come ad esempio l’automazione delle verifiche e la gestione proattiva del traffico. Utilizziamo inoltre tecnologie avanzate contro le frodi, come:
- Sistemi AI per identificare alias fraudolenti, contenuti sospetti e URL malevoli
- Integrazione con fonti esterne e algoritmi semantici per prevenire smishing e spoofing
Crediamo nella trasparenza e nella collaborazione: condividiamo dati e buone pratiche con operatori e autorità, e mettiamo a disposizione strumenti educativi per aiutare i clienti a comunicare in modo più consapevole.
Perché un ecosistema digitale sicuro nasce solo quando ogni attore, dal provider all’azienda fino all’utente finale, sceglie di fare la propria parte.
